Gessica Mazzei, l’intervista all’unica donna ciclista in Calabria

Abbiamo intervistato Gessica Mazzei, da 2 anni elìte tra mille difficoltà, "Al Sud non ci sono possibilità"

di Valentino Picone 28 Settembre 2012 15:59

Gessica Mazzei ha 23 anni da poco compiuti, quasi tutti li ha dedicati al ciclismo. Dal 2010 fa parte delle professioniste anche se attualmente è svincolata dopo la scadenza del contratto con la sua squadra precedente. I problemi sono tanti. E’ l’unica ciclista della Calabria e questo ovviamente comporta sacrifici enormi: economici e non. L’abbiamo sentita, in esclusiva, per parlare della sua (per ora) breve carriera, di progetti futuri, ma anche della situazione in cui versa attualmente il ciclismo nel Sud Italia.

V: Ciao Gessica, la tua ultima gara di quest’anno è stata il Giro di Toscana: com’è andata? G: Purtroppo non è andata secondo le aspettative. Quest’anno non ho corso molto, quindi senza gare nelle gambe è quasi impossibile competere a questi livelli.

La ciclista Gessica Mazzei nella figurina ufficiale Elìte 2010

Gessica Mazzei nella figurina ufficiale delle cicliste Elìte 2010

V: Partecipavano tutte le più forti cicliste del momento, tra queste anche la fresca campionessa Olimpica: Marianne Vos. Cosa si prova a correre con atlete di questo calibro? G: Parliamo di una corsa molto prestigiosa, dove competono le più grandi atlete del panorama ciclistico internazionale. Correre con loro è una forte emozione, è un sogno che si avvera.

V: Com’è nata la passione per il ciclismo? Chi sono i tuoi ‘modelli’ di riferimento? G: Di preciso non saprei dire quando è nata. Anzi, credo proprio di esserci nata con questa passione: il ciclismo o lo ami o lo odi, non ci sono vie di mezzo. Se devo proprio scegliere dei modelli di riferimento ti dico: Maria Canins tra le donne e Paolo Bettini tra gli uomini. La prima perchè ha iniziato a fare ciclismo in età già adulta, a 34 anni, dopo che si era già affermata nello Sci di Fondo. In 10 anni di attività ha vinto tutto quello che si poteva vincere. Bettini, invece, per il suo modo di correre. Mi ha entusiasmata.

V: Credi di essere cambiata nel modo in cui vai in bici? Chi ti ha aiutata di più in questo senso? G: Certo, credo che il mio modo di guidare il mezzo sia cambiato, e anche molto. D’altronde è una normale conseguenza quando si passano molte ore al giorno in sella. Devo ringraziare soprattutto mio padre che mi da sempre consigli preziosi per migliorarmi.

V: L’anno scorso la tragedia capitata a Carly Hibberd. Era una tua compagna di squadra, come hai vissuto questa situazione? G: Finora è stato il momento più brutto della mia carriera, eravamo state insieme in ritiro e avevamo un buon rapporto. Quello che le è accaduto è stato uno shock indescrivibile. E’ una tragedia che dovrebbe servire a riportare l’attenzione sui pericoli che corriamo noi ciclisti quando ci alleniamo, gli automobilisti troppo spesso ci ignorano o si comportano come se non fossimo nemmeno sulla strada.

V: Sei l’unica donna calabrese a correre tra gli elìte, quanto è stato difficile iniziare? G: Al Sud purtroppo non ci sono molte possibilità. La Federazione non aiuta particolarmente, mancano i finanziamenti ai giovani che spesso si vedono costretti a smettere. Io stessa ho delle difficoltà a continuare e, sinceramente, non so per quanto ancora potrò andare avanti. Ci vorrebbero, nel Meridione, delle società serie che credano nelle atlete e che siano disposte a investire su esse, ma al momento sono tutte al Nord.

Le cicliste in gara nella corsa di Montignoso, in provincia di Massa Carrara.

Gessica Mazzei, con caschetto bianco-blu, a Montignoso (MS)

V: Come mai, secondo te, in Calabria questo sport non fa presa? G: Non solo in Calabria. Il ciclismo, in particolar modo quello femminile, non riceve molta considerazione in tutto il Sud Italia. Personalmente sono convinta che la colpa sia da attribuirsi principalmente alle Federazioni che non investono né si occupano del movimento giovanile come invece accade nel Nord Italia.

V: Se dovessi dare un consiglio a una ragazza che vuole iniziare a fare questo sport, cosa le diresti? G: Le consiglierei di pensare comunque agli studi, che restano in ogni caso fondamentali. E poi di armarsi di tanta pazienza, costanza e determinazione. In questo sport sono le qualità più importanti, senza non si va da nessuna parte.

V: Prima di salutarci, un’ultima domanda. Per il futuro che progetti hai? G: Al momento non c’è nulla di definito, ma la speranza è quella di continuare la mia carriera da professionista e togliermi qualche soddisfazione in sella alla mia bici.

Ringraziamo Gessica Mazzei per la cortesia e il tempo concesso e le auguriamo tanta fortuna per la sua carriera sportiva.

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