Lui si chiama Tyson Gay, ed in questa Olimpiade ci aveva creduto, se possibile, più di tutti i partecipanti. Tra età (30), acciacchi ed infortuni vari, l’atleta si era messo d’impegno per poter salire sul podio, consapevole di non potere arrivare primo sugli altri, specialmente su uno. La profezia si è avverata, almeno sotto quest’ultimo punto di vista: Bolt, nei 100 metri, ha stracciato tutti, conquistando meritatamente la medaglia d’oro. Una macchina da combattimento con una forza sovraumana, questo è il vincitore. Subito dopo c’era Gay, il secondo uomo più veloce del mondo, che, però, non ce l’ha fatta, come invece avrebbe tanto voluto.
Alex Schwazer, le parole del padre
La delegazione azzurra ai Giochi Olimpici di Londra ha subito un duro colpo per la notizia giunta ieri e riguardante Alex Schwazer, campione olimpico in carica dei 50 km di marcia a Pechino nel 2008, che ha fallito un controllo antidoping della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping. In un test effettuato lo scorso 30 luglio a Oberstdorf, in Germania. L‘atleta azzurro è risultato infatti positivo all’Epo. … Leggi tutto