Paralimpiadi, Alex Zanardi vince l’oro nell’Handbike

Grande giornata per lo sport paralimpico italiano: un oro conquistato da Zanardi, un bronzo da Vittorio Podestà e un argento conquistato dai fratelli Pizzi.

di Marco Ferraro 5 settembre 2012 21:10

Ennesimo oro per l’Italia, che, dopo una sola settimana dall’inizio della quattordicesima edizione dei Giochi Paralimpici di Londra 2012 riesce a portare a casa il sesto oro, praticamente uno al giorno. La medaglia d’oro numero sei è stata vinta da un grande dello sport italiano e della Formula 1, il bolognese ex pilota Alex Zanardi, in una giornata per lo sport paralimpico italiano che definire memorabile è ben poco: infatti dopo l’oro e il record mondiale ottenuto nel lancio del peso dalla napoletana Assunta Legnante, è arrivata la vittoria di Zanardi nella gara a cronometro di Handbike classe H4. Come se non bastasse, un’altra medaglia, un argento, è stata vinta dai fratelli Luca e Ivano Pizzi, impegnati nel tandem sui 24 chilometri a cronometro e un’altro bronzo è arrivato nell’Handbike classe H2 grazie all’ottima prestazione di Vittorio Podestà

Tornando alla fantastica gara culminata nell’oro finale di Alex Zanardi, il bolognese ha fatto registrare il tempo di 24’50″22 davanti al rivale tedesco Norbert Mosandl, terzo si è piazzatto lo statunitense Oscar Sanchez. Davvero una prestazione ottima e inaspettata, ma frutto di una grande e faticosa preparazione: “Credo che la programmazione abbia fatto la differenza. Ho dato il massimo ed è bastato per regolare tutti quanti. Se continuerò? Innanzitutto fra due giorni c’è la gara in linea poi non so, vedremo. Io in ogni caso senza sport non so vivere. Mi considero uno che ha avuto tantissimo nella vita e continuo ad aggiungere. Di questo non posso che ringraziare la Dea bendata”, ha detto l’ex pilota di Formula 1 intervistato da Rai Sport.

Infine, Zanardi ha voluto dedicare questa medaglia d’oro all’amico Vittorio Podestà (vincitore del bronzo nella classe H2) Ee alla moglie Daniela: “Dedico questo oro a Vittorio Podestà , senza di lui non sarei mai arrivato qui. A molti sembrava che intraprendere questa avventura alla mia età fosse una follia, ma questa non è l’unica follia fatta in vita mia. La dedica è anche per mia moglie Daniela”.

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