Armstrong shock, rinuncia alla difesa e perde i 7 tour

Il ciclista, passato da tempo al triathlon e alla mountain bike, sarà anche squalificato a vita da tutte le competizioni ufficiali.

di Simona Vitale 24 agosto 2012 14:45

Lance Armstrong ha deciso di arrendersi. Dopo essersi visto respingere quattro giorni fa l’ennesimo ricorso contro l’Usada – l’Agenzia Anti-Doping americana, il grande ciclista ha dichiarato che, pur professandosi innocente, non tenterà più di contrastare le accuse che gli sono o che gli verranno rivolte. Immediata è stata la reazione da parte dell’Usada, che ha annunciato, per mezzo del suo direttore Travis Tygart ha annunciato che chiederà la revoca di tutti i titoli conquistati in carriera da Armstrong.

Sarà chiesta la revoca anche dei sette Tour de France, che ancora oggi costituiscono un record assoluto. Il ciclista quasi 40enne , passato dal ciclismo su strada al triathlon e alla mountain bike, sarà poi escluso a vita da tutte le competizioni ufficiali. La nota uscita sul sito del ciclista recita le seguenti parole:

È l’ora di dire basta arriva sempre il momento per un corridore di dire ‘Quando è troppo è troppo’. Ho dovuto ascoltare persone dichiarare di aver barato e aver tratto illeciti vantaggi nelle mie 7 vittorie al Tour de France.

Ma pronta è arrivata anche la risposta di Travis Tygart che ha dichiarato:

È un giorno triste per chi ama lo sport e gli atleti-mito. Questo è un esempio di come la cultura della vittoria a ogni costo, se lasciata senza controllo, prenda il sopravvento sulla competizione vera, onesta e sana. Ma per gli atleti puliti è un rassicurante messaggio che c’è un futuro per le nuove generazioni, si potrà competere a un certo livello senza l’uso di sostanze che incrementino le prestazioni.

Non sono mancate le reazioni sulla vicenda. Intervistato oggi ai microfoni di RTL 102.5, Felice Gimondi ha dichiarato:

La notizia mi fa ridere, perchè quando la corsa è omologata, lo è punto e basta. È inutile che dopo vengano fuori o si ipotizzi che… I controlli di allora erano fatti con i mezzi tecnici di allora, se non era risultato positivo, adesso è inutile togliergli dei meriti che tutto sommato può aver avuto. Non penso che uno arrivi per caso, anche aiutandosi, a vincere sette Tour.

Filippo Simeoni, ex corridore, campione d’Italia nel 2008, ritiene che giustizia sia stata fatta, mentre con distacco ha reagito Jan Ulrich, classificatosi sempre secondo ai Tour del France del 2000, 2001 e 2003 e che si è detto semplicemente soddisfatto dei suoi di risultati, non interessandosi del resto.

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